CIUCCI E PRESUNTUOSI

CIUCCI E PRESUNTUOSI

Dal giorno del suo insediamento, abbiamo criticato la scelta, sia per l’uomo in sé che per la sua classe di appartenenza. Oggi 9 luglio a distanza di ben 8 mesi le politiche attivate non solo non hanno sortito il benché minimo effetto positivo, ma hanno aggravato la situazione, perché nelle more hanno sfinito la popolazione, anche in ordine alla speranza, che i poveri di spirito avevano purtroppo mal riposto nell’uomo della provvidenza e nel Salvatore (dal nome del decreto Salva Italia) e  Creatore (dal nome del decreto Cresci Italia, risorgi e cammina). Alcuni millenni fa per imbonire il popolo qualcuno andava dicendo di aver parlato con il Padreterno e salito su una montagna ne discese con le tavole della legge. Poi il sistema è diventato viepiù sofisticato e hanno provveduto a creare classi sacerdotali, unici interpreti autentici del dio. Il popolo bifolco ed ignorante non aveva si diceva gli strumenti per capire dovevano essere solo loro a spiegarglielo, ecco perché, fino al Concilio Vaticano II, si diceva la messa in latino, per non far capire il messaggio di Cristo a tutti. Oggi la nuova classe sacerdotale è l’unica interprete dell’economia, solo loro la capiscono e solo loro hanno gli strumenti per piegare i fenomeni al loro volere. Un tempo erano i fulmini, le forze della natura inspiegabili agli ignoranti, oggi sono i feticci ed i totem (spred, derivati) chiamano spending review, nascondendo con una parola, una nuova manovra, perché di questo si tratta ma non si deve dire. Dicono (a Squinzi Presidente di Confindustria) di non parlare perché le sue dichiarazioni fanno salire lo spread. Non solo fanno quello che vogliono senza controllo democratico ma non vogliono neanche essere disturbati nel mentre lo fanno. Unici ed inascoltati in tempi non sospetti abbiamo lamentato l’assenza delle forze politico-sindacali, formazioni sociali intermedie nelle democrazie rappresentative, di organizzazione della sovranità popolare. Il loro posto però è stato preso da associazioni non riconosciute, autoreferenziali ed oligopolistiche,  riconoscibili, da un emblema e pochi proprietari, per  essere senza tessere e senza congressi, veri, senza votazioni e senza delibere, pavidi perché senza conoscenze ed in mala fede perché autori dello sfascio. Hanno dato mandato ad un principe straniero che non lo fa per esercitare una funzione ma perché rappresentante di interessi specifici. Ma al principe adesso piace regnare e sta dando le risposte adeguate a coloro che gli avevano tributato onori: al Sindacato: prima ha modificato lo Statuto dei Lavoratori, poi lo ha esteso al pubblico impiego, dopo procederà ai licenziamenti collettivi pubblici. In queste ore ha cancellato la concertazione che era un pilastro del nostro sistema trasformandolo in una preventiva comunicazione (via fax) dei provvedimenti. Ai partiti, inesistenti perché senza ideologie, ha garantito: ai rispettivi proprietari personali, tutti, ed all’unico senza proprietario singolo, ma con proprietà, di casta, l’immunità e la chance di giocarsi le elezioni per eventualmente incoronarlo.

Stessa razza, stessa specie il Ministro della Giustizia che dimentica che i tribunali non sono solo uffici giudiziari, ma articolazioni territoriali destinate alla realizzazione della giustizia sociale, dell’eguaglianza, della solidarietà, freno ed argine allo strapotere dell’esecutivo. Dilungarsi in questioni ovvie diventa esercizio inutile di retorica con i sordi, senza scomodare l’illuminismo, il socialismo, il comunismo, basti solo citare perché per risparmiare 51 miserabili milioni di euro in un triennio si chiudono 37 tribunali, ovvero meno di 500 mila euro a tribunale ad anno quando al contempo si nominano per soli otto mesi due sottosegretari alla Giustizia, inutili, vista l’altissima scienza infusa della Ministra (tecnica), di cui uno giovanissimo appartenente alla classe Bocconi-Luiss, forse che tale appartenenza non fosse stata già premiata? Forse perché discepolo della maestra? Forse perché il nuovo tecnicismo è la stessa cosa della vecchia politica?

Forse lo stile politically correct non può essere più perseguito quando il potere usa la clava a nulla servono le ragioni del dialogo. Le parole cominciano ad avere poco senso. Il debito e la sua gestione asservita alle ragioni di società private cozza con le ragioni dello Stato. Questa discrasia va risolta con la supremazia dei popoli sugli interessi finanziari particolari.

Rende, lì 09/07/2012

Carlo Paduano

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