I danni provocati dal Ministro della Giustizia

I danni provocati dal Ministro della Giustizia

I danni provocati dal Ministro della Giustizia


Facendo seguito al precedente mio articolo sulle reali motivazioni delle mancate elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, è da aggiungere un interessante seguito alle conseguenze delle mirabili gesta del Ministro della Giustizia in carica Orlando: con sentenza n°2481/2017, pubblicata il 31 gennaio scorso, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha disposto l’annullamento di tutte le elezioni degli ordini degli avvocati svolte secondo il regolamento varato con D.M. 170/2014, statuendo che la sentenza del Tar del Lazio che ha disposto l’annullamento degli articoli 7 e 9 del predetto regolamento debbano essere applicate anche retroattivamente, ovvero alle elezioni svolte anche precedentemente alla sentenza del Tar sulla base di norme regolamentari poi dichiarate illegittime. Oltre al Ministro della Giustizia, della cui valenza e competenza in materie giuridiche abbiamo già avuto modo di occuparci, esce ancor peggio da questa squallida vicenda il Consiglio Nazionale Forense, già nell’occhio del ciclone per la iniziativa di protesta degli avvocati di Catania, poi diffusasi a macchia d’olio in tutta Italia, contro gli assurdi ed esorbitanti compensi e rimborsi spese che ha deliberato per i suoi organi direttivi. Ed infatti la decisione della Suprema Corte riguarda proprio uno dei 33 ricorsi presentati contro le sentenze del Cnf che avevano validato le operazioni elettorali, e nella fattispecie quelle svolte all’Ordine degli Avvocati di Latina, ove furono presentate due liste, ciascuna di 15 candidati, pari alla totalità dei consiglieri da eleggere, e ad una sola lista vennero poi attribuiti tutti i seggi.
Ricordo che un avvocato di indubbia competenza, oltre che di enorme buon senso come Maurizio De Tilla, già presidente del poi soppresso Organismo Unitario dell’Avvocatura, quando scoppiò il caso del Regolamento ministeriale palesemente illegittimo, consigliò a tutti i presidenti degli ordini territoriali ove avrebbero dovuto svolgersi le elezioni per il rinnovo dei componenti del consiglio di andare comunque a votare, ma seguendo le regole stabilite dalla legge n°247 del 31.12.2012, che ha introdotto la nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense e che al 2°comma dell’art. 28 prevede che il riparto dei consiglieri da eleggere nei consigli dell’ordine sia effettuato in base ad un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi, con riserva di almeno un terzo dei consiglieri eletti al genere meno rappresentato, mentre al 3°comma dello stesso articolo dispone che ciascun elettore può esprimere un numero di voti non superiore ai 2/3 dei consiglieri da eleggere.
Per i motivi già ampiamente spiegati, ovvero la conservazione perenne di posti di comando ove diversi presidenti e consiglieri dell’ordine siedono da più lustri, svariati consigli dell’ordine hanno comunque deciso di andare al voto in base ad un regolamento sub judice e palesemente illegittimo.

Adesso è tutto da rifare e sentiamo il bisogno, come umili avvocati di provincia, di esprimere un vivo ringraziamento all’ecc.mo ministro della Giustizia, a tutti i componenti del Consiglio Nazionale Forense ed a tutti i presidenti eletti con il sistema stabilito dal Regolamento dichiarato illegittimo, per il lustro che hanno dato alla nostra già vituperata e mortificata categoria professionale.

Nel caso vi fossero ancora dei dubbi su quanto in precedenza scritto e pubblicato……INTELLIGENTI PAUCA.

Il Segretario Circondariale
Antonio De Marco

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