L’Assemblea degli iscritti all’Ordine degli Avvocati quale Organo forense deliberante e consultivo.

L’Assemblea degli avvocati iscritti all’albo e agli elenchi, secondo quanto previsto dall’art. 26 della Legge forense attualmente in vigore (L. 247/12), è organo dell’Ordine circondariale con importanti funzioni deliberanti e consultive.

L’Assemblea degli iscritti all’Ordine degli Avvocati quale Organo forense deliberante e consultivo.

La “democrazia sospesa” e la mancanza di trasparenza amministrativa dell’Ordine circondariale di Cosenza

L’Assemblea degli avvocati iscritti all’albo e agli elenchi, secondo quanto previsto dall’art. 26 della Legge forense attualmente in vigore (L. 247/12), è organo dell’Ordine circondariale con importanti funzioni deliberanti e consultive.
L’art. 27 della L. 247/12, difatti, in continuità con la previgente disciplina dell’ordinamento professionale, stabilisce che l’Assemblea “elegge i componenti del Consiglio; approva il bilancio consuntivo e quello preventivo; esprime il parere sugli argomenti sottoposti ad essa dal Consiglio; esercita ogni altra funzione attribuita dall’Ordinamento professionale”.
Dalla lettura della normativa in esame è chiara l’importanza dell’Organo assembleare, che affida agli avvocati iscritti negli albi il potere di approvare i bilanci, quindi di decidere orientando politicamente ed economicamente, attraverso le voci di entrata e di spesa, l’attività amministrativa degli altri Organi, in particolare del Consiglio.
Ed ancora, l’Assemblea elegge i componenti del Consiglio ed esprime pareri sugli argomenti che il Consiglio deve sottoporre ad essa, quali possono essere le eventuali forme di azione o protesta in caso di violazioni dei diritti degli iscritti o dei diritti dei cittadini (si pensi al problema della iniquità dei contributi minimi di Cassa forense, di equo compenso, dei ritardi e dei provvedimenti in tema di Gratuito patrocinio, o da ultimo al tema oggetto della legittima astensione proclamata dall’UCPI avverso l’imminente riforma, in senso autoritario, del processo penale e del codice penale, sui quali era doveroso aprire un dibattito assembleare).
Ebbene, affinché tali importanti funzioni possano essere espletate è necessario che l’Assemblea venga convocata, nel rispetto della legge e, soprattutto, nel rispetto degli iscritti all’Ordine forense, sui quali gravano le decisioni amministrative e politiche dell’Organo consiliare e delle Istituzioni, quanto i costi della rappresentanza forense.
Secondo la Legge forense (L. 247/12), così come prevedeva anche la previgente disciplina (Dlg. Lgt 382/1944), l’Assemblea è convocata “almeno una volta l’anno” per l’approvazione il dei bilanci consuntivo e preventivo, mentre per la elezione del Consiglio si svolge, per il rinnovo normale, entro il mese di gennaio successivo alla scadenza.
Il regolamento che stabilisce la disciplina per il funzionamento e la convocazione dell’Assemblea del Ordine circondariale forense (DM n. 156 del 13/7/2016), entrato in vigore lo scorso anno, ha chiarito e precisato che la convocazione dell’Assemblea ordinaria ai fini dell’approvazione del conto consuntivo dell’anno precedente e del bilancio preventivo “accompagnato dalla relazione del Collegio dei revisori o dal revisore unico” deve avvenire entro il 30 aprile di ogni anno.
L’attuale situazione dell’Ordine circondariale di Cosenza, invece, evidenzia – in violazione della legge forense e della normativa regolamentare – un’assoluta anomalia, laddove dal gennaio 2014 (ultima riunione dell’Organo assembleare) non risultano esser state convocate assemblee regolari ai fini dell’approvazione dei bilanci relativi ai consuntivi del 2014 e del 2015, nonché dei bilanci preventivi del 2015 e del 2016.
Ed ancora, dal 2014, anno di scadenza del mandato consiliare, nessuna elezione è mai stata indetta, quindi dal 2014 l’Assemblea non ha potuto neppure decidere le fondamentali elezioni dei componenti l’Organo consiliare, per le ormai note vicende del regolamento ministeriale.
Si aggiunga che, a tre anni dalla scadenza del Consiglio, oggi subiamo anche il commissariamento del Consiglio, stante il decreto ministeriale di scioglimento del Coa di Cosenza del 19/12/2016.
La descritta situazione dell’Ordine di Cosenza impone una riflessione seria e concreta sul ruolo che hanno gli Avvocati iscritti all’albo quali componenti dell’Assemblea e la necessità di una immediata convocazione dell’Organo assembleare per decidere non soltanto sul consuntivo del 2016 e del bilancio preventivo del 2017, ma anche per discutere ed esprimere il parere sulla necessità ovvero opportunità di convocare le elezioni dei componenti del COA.
Al riguardo, si segnala che, ai sensi dell’art. 33, co. 3, della Legge forense, così come richiamato anche nel decreto ministeriale di scioglimento del COA di Cosenza, il Commissario straordinario deve convocare l’Assemblea, per le elezioni in sostituzione, “improrogabilmente entro centoventi giorni dalla data di scioglimento”.
Ancora ad oggi, nonostante il decreto di scioglimento e il conseguente insediamento del Commissario straordinario, nessuna convocazione è pervenuta agli iscritti per l’Assemblea ordinaria relativa all’approvazione dei bilanci né per le ormai necessarie elezioni del Coa, così di fatto privando ancora una volta, come negli ultimi anni, gli iscritti del loro ruolo e sospendendo di fatto la democrazia dell’Ordine circondariale.
A fronte di tale situazione, in qualità di iscritto all’Albo di Cosenza e componente del Sindacato Avvocati Calabria, ho richiesto in data 17/02/2017 copia dei consuntivi e dei bilanci preventivi dall’anno 2014 con i relativi verbali di approvazione assembleare, qualora questi esistenti (non essendo mai stata convocata dal 2014 una regolare Assemblea), ricevendo come risposta dal Commissario Straordinario una semplice autorizzazione a una “provvisoria visione” degli atti, negando il rilascio di copia degli atti richiesti.
Quindi, a seguito di tale incomprensibile posizione del Commissario straordinario, dopo aver preso visione solo di alcuni atti, e stante la complessità delle voci, ho reiterato richiesta di copia in data 15/03/2017 (ancora senza risposta) segnalando ancora una volta – come già espresso per iscritto e verbalmente – che la documentazione richiesta deve essere ritenuta pubblica e fornita agli iscritti all’albo per la necessaria approvazione delle voci di bilancio, ciò che solo giustifica la riscossione delle quote annuali.
In mancanza di un’approvazione assembleare, infatti, come potrebbe imporsi la riscossione delle quote e come potrebbe legittimarsi una sospensione dall’albo per il loro mancato pagamento?
In attesa della convocazione dell’Assemblea, il contributo annuale a carico degli iscritti dovuti all’Ordine, salvo quello dovuto al CNF (che incide in minima parte sulla quota annuale, pari ad euro 25 circa per ogni iscritto e 50 circa per ogni cassazionista) – a mio avviso – non potrebbe essere riscosso né potrebbe procedersi ad eventuale sanzione, che sarebbe del tutto illegittima e arbitraria.
Sul punto, si ricorda che l’art. 29 della legge forense prevede che solo la “gestione” finanziaria e l’”amministrazione” dei beni dell’Ordine spettano al Consiglio, ma è l’Assemblea che approva le voci di spesa del bilancio dell’Ordine circondariale.
Pertanto, se è vero che il Consiglio “può” fissare e “riscuotere” un contributo annuale da tutti gli iscritti all’albo, questo contributo però deve essere fissato, secondo il comma 4 dell’art. 29, in misura tale da garantire il “pareggio di bilancio del Consiglio”.
D’altronde, in modo ancor più chiaro a mio avviso, anche la previgente disciplina stabiliva (art. 7 Dlg. Lgt. 382/1944) che il “Consiglio può, entro i limiti strettamente necessari a coprire le spese dell’Ordine, stabilire una tassa annuale, una tassa per l’iscrizione nel registro dei praticanti e per l’iscrizione nell’albo, nonché una tassa per il rilascio di certificati e dei pareri per la liquidazione degli onorari”.
Questo sta a significare che l’Assemblea può decidere, attraverso l’approvazione del bilancio, in caso di sostenibilità economica, la riduzione dei contributi annuali o l’eliminazione di spese per certificati o per i pareri dei compensi, essendo illegittimi – al contrario – i relativi contributi in assenza dell’approvazione assembleare o di eccedenza delle “entrate” in ordine al reale fabbisogno economico dell’Ordine circondariale.
È per tali motivi che si auspica un’immediata convocazione assembleare, per ripristinare la democrazia interna al ns Ordine, da tre anni ormai sospesa, e riconsegnare agli iscritti, attraverso l’organo sovrano dell’Assemblea, le importanti funzioni assegnate dalla Legge, rendendo infine trasparenti sia il procedimento di approvazione che la gestione e l’amministrazione dei beni del nostro Ordine, con la pubblicazione di tutti i bilanci e dei verbali assembleare sul sito istituzionale.
È, altresì, giunto il momento di riappropriarci del nostro ruolo all’interno dell’Ordine forense e di decidere sulla nostra governance attraverso le elezioni dei componenti il Consiglio dell’Ordine, ora commissariato, che rischia l’ennesima e illegittima prorogatio.

Avv. Eugenio Naccarato

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