Il Sindacato c’è!

il sindacato c'è!

Il Sindacato c’è!

Nella mia qualità di segretario circondariale del Sindacato Avvocati Calabria esprimo totale e convinta solidarietà ai colleghi Marietta De Rango, Carlo Sabato Paduano, Pilerio Bruni e Michele Iapicca, eletti dalla lista “Dignità Forense” appoggiata dal Sindacato alle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, oggetto di violenti quanto immotivati attacchi da parte di alcuni organi di stampa, nei quali hanno trovato ampio spazio dichiarazioni rilasciate da consiglieri eletti in altre liste.

Vengono a sproposito evocati presunti comportamenti scorretti da parte dei sunnominati colleghi, accusati di essere stati animati da “logiche complottistiche e spartitorie” nell’eleggere le cariche direttive in seno al neo costituito Consiglio dell’Ordine, “a dispetto del nome della lista Dignità Forense”.

Appare del tutto singolare che operatori ed interpreti del diritto, quale certamente sono gli avvocati, il cui ruolo fondamentale all’interno del sistema Giustizia è peraltro costituzionalmente riconosciuto, non sappiano correttamente interpretare le disposizioni di cui alla legge 12/07/2017, n. 113, recante le disposizioni sulla elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, il cui art. art. 4 ( intitolato proprio numero massimo di voti esprimibili e tutela del genere meno rappresentato) specifica che ciascun elettore può esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere, come del resto già previsto dall’articolo 28, comma 1 della legge 31/12/2012 n°247, in attuazione dell’art. 51 della Costituzione.

Ebbene la ratio di tale norma, sulla quale si è acceso un ampio dibattito dottrinale e che è stata confermata e ribadita da uniformi arresti giurisprudenziali, è proprio quella di introdurre il c.d. “voto limitato”, al fine di evitare il formarsi di liste “blindate” in grado di esprimere la totalità degli eletti, e garantire il pluralismo nella rappresentanza degli eletti (Consiglio di Stato sez. IV, sent. n°3414/2016).

A ciò va aggiunto che l’art. 8 della citata legge prevede espressamente che gli avvocati possono presentare esclusivamente candidature individuali, e non vere e proprie liste di candidati così come avviene alle elezioni politiche, per come chiaramente indicato dall’art. 7, il quale consente solo l’aggregazione di più candidati, eventualmente distinta da un simbolo o un motto, a meri fini di propaganda elettorale.

Non esistendo maggioranze precostituite ogni consigliere eletto può quindi esprimere liberamente il proprio voto per la elezione delle cariche direttive all’interno del Consiglio, ed il fatto che nove su 21 dei consiglieri eletti provengano dalla medesima aggregazione non comporta che debbano necessariamente esprimere le cariche direttive in seno al Consiglio.

Rientra infatti nel pieno spirito della legge il fatto che consiglieri provenienti da aggregazioni che abbiano contribuito alla elezione di un minor numero di consiglieri possano raggiungere accordi programmatici ed esprimere consensualmente il proprio voto anche per la elezione delle cariche direttive: se la legge intende tutelare e dar voce alle c.d. minoranze all’interno del Consiglio nulla impedisce che l’aggregazione di tali minoranze possa legittimamente condurre anche alla elezione delle cariche direttive.

Coerentemente con i valori che hanno portato alla sua fondazione il Sindacato Avvocati Calabria, da sempre in prima linea nelle battaglie a sostegno degli interessi della nostra categoria ed a difesa dell’insopprimibile ruolo dell’avvocatura nell’affermazione della Giustizia, ha ritenuto fosse necessaria la propria presenza all’interno degli organismi istituzionali di rappresentanza dell’avvocatura perché è solo dall’interno che possono operarsi quei cambiamenti necessari, volti a ridare dignità e prestigio alla nostra professione.

E’ bene a tal proposito ricordare a chi oggi ha scarsa memoria e parla in modo inconferente di maggioranze e di democrazia che nel luglio dello scorso anno, quando si svolsero a Cosenza le elezioni dei delegati al congresso nazionale forense di Rimini, il Sindacato ha sostenuto e determinato la elezione di quattro sugli otto delegati previsti in rappresentanza del nostro Foro, ed allorché successivamente propose a livello distrettuale la elezione nel neo costituito O.C.F. (organismo congressuale forense) del nostro segretario regionale Carlo Paduano gli altri quattro delegati al congresso eletti a Cosenza rifiutarono recisamente di sostenere tale candidatura e preferirono andare in ordine sparso alle elezioni distrettuali di Catanzaro, ottenendo il brillante risultato di far eleggere nell’O.C.F. solo delegati di altri Fori calabresi: forse la “regola” della maggioranza relativa è plasmabile “ad personam”?

Non può peraltro essere taciuto il fatto che già nello scorso mese di aprile lo stesso segretario regionale del nostro Sindacato, allorché si paventava la presentazione di molte liste alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine, ha cercato senza successo di promuovere una riunione volta a raggiungere un accordo idoneo ad evitare la frammentazione della rappresentanza ed i conseguenti rischi di ingovernabilità, e che dopo l’ampiamente previsto
risultato elettorale, unico a raccogliere l’invito al senso di responsabilità del Commissario Stanislao De Santis, ha proposto per superare le divisioni una gestione unitaria e collegiale con la elezione di un presidente diverso da quello indicato da ciascuna aggregazione nel corso della campagna elettorale, anche in tal caso senza positivi riscontri.

Gli iscritti ed i rappresentanti del Sindacato Avvocati Calabria non sono pertanto disposti ad accettare da nessuno lezioni di correttezza, trasparenza e legalità, e continueranno coerentemente a perseguire reali istanze di cambiamento e rinnovamento della politica forense, anche in seno al neo costituito Consiglio dell’Ordine.

Il Segretario Circondariale
Antonio De Marco

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