Atto costitutivo

Sindacato avvocati calabria - atto costitutivo - statuto



ATTO COSTITUTIVO


L’anno 2012 il giorno 14 del mese di febbraio in Rende Via Adige 16 con la presente scrittura da valere ad ogni effetto e conseguenza di legge tra:
1) STANCATO Avv. Assunta nata a Santo Stefano di Rogliano il 14/9/63 residente in Mangone Via Farnete 48 codice fiscale STNSNT63P54I359C;
2) CARDAMONE Avv. Saveria nata a Cosenza il 20/5/63 residente in Rende Via Ungaretti 55 codice fiscale CRDSVR63E60D086F;
3) DE MARCO Avv. Antonio nato a Cosenza il 3/6/56 residente in Rende codice fiscale DMRNTN56H03D086H;
4) BASILE Avv. Oscar nato a Cosenza il 9/10/79 ivi residente Via Calabria 13 codice fiscale BSL SCR 79R09 D086O;
5) NAPPI Dott. Antonio nato a Cetraro il 18/6/79 residente in Rende codice fiscale NPP NTN 79H18 C588B;
6) BRUNO Avv. Antonello nato a Cosenza il 25/03/66 ed ivi residente in V.le della Repubblica n. 77 codice fiscale BRNNNL66C25D086T;
7) PERRI Avv. Antonio nato a Cosenza il 13/08/65 ed ivi residente in Via Piave n. 12 codice fiscale PRRNTN65M13D086L;
8) PADUANO Avv. Sabato Carlo nato a San Marco Argentano (CS) il 10/08/64 e residente in Rende Via Adige 16 codice fiscale PDNSTC64M10H981F;
9) BRUNI Avv. Pilerio nato a Cosenza il 30/12/65 ed ivi residente in Cosenza Via Galluppi 23 codice fiscale BRNPLR65T30D086J;
10) PALERMO Avv. Carlo nato a Cosenza il 17/10/66 e residente in Montalto Uffugo Via G. Falcone 14 codice fiscale PLRCRL66R17D086N
i quali premesso e ritenuto
che i COA ed il CNF non sono nelle condizioni di svolgere un’incisiva
attività di carattere politico e, pertanto, fermo restando il loro ruolo, si impone un’altra e diversa forma di rappresentanza, in affiancamento a quella istituzionale;
che non vogliamo e non possiamo essere soggetti passivi di cambiamenti che altri ci obbligheranno a subire ma soggetti attivi di un una nuova democrazia, matura e finalmente compiuta;
che l’avvocatura deve essere un traino politico al cambiamento e la sua rappresentanza uno strumento destinato a tale fine
che l’avvocatura è una avanguardia intellettuale, tesa alla difesa degli emarginati e dei ceti deboli, antagonista e conflittuale con i potentati economici;
che assistiamo ad una grave emergenza democratica provocata dalla finanziarizzazione dei rapporti sociali, ultima frontiera del capitalismo, teso alla distorsione dell’utilità sociale e contrario al bene comune.
che solo una rappresentanza unitaria, sindacale, forte e con delega politica alla rivendicazione di diritti ed interessi in dialettica continua con i poteri istituzionali ed economici può cercare di ritagliare un nuovo ruolo all’avvocatura e destinata a garantire una retribuzione equa, sufficiente e dignitosa a tutti, ivi inclusi gli avvocati, in un Paese fondato sul lavoro e non sul capitale e sulla rendita.
Sulla base di tali premesse
Costituiscono
L’Associazione Sindacato Avvocati Calabria. I comparenti come sopra individuati costituiscono il Direttivo Regionale e nominano Segretario Regionale Sabato Carlo Paduano, approvano lo Statuto e conferiscono mandato al Segretario di procedere alla promozione della campagna di tesseramento, con delega alla formazione di sezioni negli altri Fori della Calabria ed in attesa della convocazione del I° Congresso Circondariale, Provinciale e Regionale, alla nomina dei Segretari Circondariali e Provinciali ed alla cooptazione di ulteriori membri fino al completamento degli organi statutariamente previsti. Lo stesso è delegato al compimento di tutte le attività amministrative, finanziare e fiscali necessarie all’organizzazione. Si conferisce altresì espresso mandato di procedere alle modifiche statutarie fino ai Congressi ritenute necessarie e/o opportune per la realizzazione dei principi ispiratori.
APPROVANO E SOTTOSCRIVONO
Il presente

STATUTO


ART. 1 – GENERALITÀ
È costituito, con sede provvisoria in Rende Via Adige 16, il Sindacato Avvocati Calabria.

ART. 2 – INDIPENDENZA IDEOLOGICA
Il Sindacato è apartitico e aconfessionale, svolge la sua attività in autonomia ed indipendenza da qualsiasi movimento politico o religioso, senza scopo di lucro.
Il Sindacato può far parte di organizzazioni, a condizione che queste siano, non solo per statuto, ma anche di fatto, indipendenti da qualsiasi partito o movimento politico o religioso.

ART. 3 – SCOPI
Il Sindacato si propone:
a) di rafforzare la solidarietà professionale e la coscienza associativa degli avvocati per una più efficace tutela degli interessi collettivi;
b) di promuovere ogni utile iniziativa per una più efficace gestione, anche locale, del servizio Giustizia, ove occorra, elevando proteste o promovendo stati di agitazione nelle forme opportune;
c) di operare per l’affermazione del diritto inviolabile di azione e di difesa quale contenuto essenziale della libertà dei cittadini, e presupposto fondamentale per lo sviluppo democratico del Paese nel rispetto dei principi costituzionali, attuando ogni iniziativa diretta ad eliminare gli ostacoli che impediscono o rendono difficile il diritto di azione e di difesa, anche realizzando forme di patronato difensivo a tutela dei più deboli;
d) di adoperarsi per assicurare ad ogni cittadino un giusto processo davanti ad un giudice indipendente ed imparziale, costituito secondo legge, al fine dell’accertamento, in tempi ragionevoli, sia dei suoi diritti e doveri, sia della eventuale fondatezza di ogni accusa penale, impegnandosi inoltre perché sia data piena attuazione all’art. 111 della Costituzione in tutti i procedimenti;
e) di svolgere la propria attività in armonia con le linee di sviluppo della collettività europea, in rapporto collaborativo con le altre associazioni forensi e partecipando ad organismi internazionali;
f) di svolgere funzioni di tutela sindacale degli iscritti e, indirettamente, di tutti gli avvocati e praticanti avvocati;
g) di impegnarsi nell’individuazione degli interessi e degli obiettivi comuni a tutte le libere professioni intellettuali, cooperando per la loro tutela con tutti i soggetti rappresentativi delle professioni;
h) di sensibilizzare tutte le componenti al riconoscimento del ruolo e della funzione sociale dell’Avvocato quale difensore dei valori di libertà e dei diritti dei cittadini;
i) di favorire l’accesso dei cittadini alla giustizia e la tutela dei propri diritti;
j) di promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale, nonché ogni altra iniziativa per il miglioramento della qualità ed affidabilità delle prestazioni intellettuali;
k) di promuovere iniziative, organizzare seminari ed incontri sulle predette attività, ivi comprese quelle inerenti la tutela generale dei diritti e degli interessi diffusi dei cittadini;
l) di promuovere l’assistenza diretta, anche ai non iscritti, nelle controversie con soggetti produttori e/o erogatori di beni e servizi, pubblici e privati, assicurando loro la difesa giudiziale, come singoli e come gruppi, dei diritti ed interessi individuali, collettivi e diffusi, nonché di ottenere declaratorie di responsabilità dei soggetti produttori e/o erogatori di beni e servizi, in relazione alle modalità ed alle condizioni della produzione ed erogazione stessa;
m) di partecipare ad Enti, Associazioni e Fondazioni che svolgano attività ed abbiano scopi analoghi ai propri, promovendone anche la costituzione.
Il Sindacato inoltre s’impegna affinché:
1) siano tutelati la libertà, l’indipendenza, l’autonomia, il prestigio e gli interessi morali ed economici degli avvocati, nonché dei giovani avvocati e praticanti avvocati che intendono avviarsi alla professione;
2) si realizzi un modello giurisdizionale tendenzialmente unico che, tenendo distinte ed autonome le funzioni dell’avvocatura e della magistratura, contribuisca a perseguire la legalità;
3) siano salvaguardati i principi di terzietà, indipendenza ed autonomia del giudice nella responsabilità di tutti i soggetti del processo;
4) sia concretamente riconosciuto il rango costituzionale dell’esercizio della difesa e sia costituita l’avvocatura come organo autonomo ed indipendente, partecipe a pieno titolo dello studio e della formazione delle norme che riguardano la giustizia, nonché della gestione dell’amministrazione giudiziaria.

ART. 4 – PATRIMONIO DELLA ASSOCIAZIONE
Il Sindacato promuove le campagne di adesione alle sue attività seguendo la direttrice principale della libertà e gratuità delle idee e dell’adesione alle proprie attività politico-sindacali.
In ogni caso prevede per il futuro che il patrimonio del Sindacato Avvocati possa essere costituito da beni che gli potranno pervenire, anche per il funzionamento da:
I. quote ordinarie annuali degli associati nella misura determinata dal Consiglio Direttivo Regionale;
II. quote straordinarie e/o autotassazioni nella misura che sarà determinata dal Consiglio Direttivo in occasione di eventi ed iniziative di particolare rilevanza, attinenti allo scopo sociale;
III. entrate derivanti da eventuali lasciti e donazioni, previo parere favorevole dei Revisori, nonché da ogni altro provento realizzato;
IV. da contributi versati da soggetti partecipanti a corsi, seminari o convegni organizzati dall’Associazione da sola o in cooperazione con altri enti od associazioni;
V. da contributi versati da soggetti che, condividendone le finalità, siano interessati all’attività dell’Associazione;
VI. da contributi versati dagli iscritti anche in forza di apposite convenzioni, per i vantaggi offerti agli stessi;
VII. da contributi versati da terzi per interventi o pubblicità sulla rivista “ALTERNATIVA SOCIALE E FORENSE”, di proprietà esclusiva del Sindacato.

ART. 5 – SOCI
Possono far parte del sindacato tutti gli avvocati e i praticanti che siano iscritti negli albi e registri tenuti dai Consigli degli Ordini aventi sede nella Regione Calabria.
L’iscrizione al Sindacato può essere negata a chi, pur risultando iscritto nell’albo, si trovi in situazione di incompatibilità legale con la professione; può altresì essere negata a colui che risulti essere stato colpito da provvedimenti definitivi di sospensione e/o radiazione dall’albo.
La qualità di socio si acquista a tempo indeterminato e si perde per dimissioni, per radiazione o cancellazione disciplinare dall’albo ovvero per esclusione determinata da gravi motivi o per morosità; in ogni caso i diritti di socio non sono trasmissibili nemmeno per causa di morte ed è esclusa qualsiasi rivalutabilità della quota sociale.
Gli iscritti al Sindacato sono tenuti:
– all’osservanza delle norme statutarie e delle deliberazioni degli organi del Sindacato;
– a contribuire alla realizzazione degli scopi sociali;
– ad osservare i principi dell’etica professionale e civica;
– al pagamento delle quote associative al Sindacato nella misura e nei termini fissati dal Consiglio Direttivo.
Il socio potrà essere espulso per grave violazione dei suoi obblighi.
Il socio escluso non potrà essere riammesso prima del decorso di due anni dal provvedimento di esclusione.
Hanno diritto al voto e possono essere eletti come componenti degli organi sociali solo i soci iscritti da almeno un anno che siano in regola con il pagamento delle quote associative nell’anno in corso.

ART. 5 bis – AFFILIAZIONI
Possono chiedere di affiliarsi quelle associazioni forensi costituite da avvocati e/o praticanti avvocati, operanti nei Distretti della Corte di appello di Catanzaro e di Reggio Calabria, che condividono gli obiettivi e le iniziative del Sindacato. Sulla domanda di affiliazione delibera il Consiglio Direttivo Regionale, acquisito il parere non vincolante dei Probiviri e del Consiglio Direttivo Circondariale territorialmente competente, con decisione inappellabile.
Le Associazioni affiliate partecipano ai lavori della Assemblea senza diritto al voto e sono comunque escluse dall’elettorato passivo.
Il Consiglio Direttivo Regionale determina il contributo dovuto dalle Associazioni affiliate e le modalità per l’eventuale adesione personale anche dei loro iscritti.

ART. 6 – AMMISSIONE ED ESCLUSIONE DEI SOCI
La domanda di ammissione al Sindacato in qualità di socio va presentata per iscritto al Consiglio Direttivo della Segreteria Circondariale del Tribunale di competenza che delibera, insindacabilmente, sulla sua accettazione.
L’iscrizione è valida sino al 31 dicembre dell’anno solare in corso. Il rinnovo è automatico in mancanza di disdetta tre mesi prima della scadenza.
Il socio potrà essere espulso per grave violazione dei suoi obblighi e per gli altri motivi indicati nel presente Statuto.
L’ammissione dei soci, nonché l’espulsione per i motivi su indicati, è deliberata in conformità ai criteri stabiliti nel presente statuto dal Consiglio Direttivo, contro la cui decisione è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla comunicazione, al Collegio dei Probiviri.

ART. 7 – ORGANI
Gli organi del Sindacato sono:
a) l’Assemblea dei Soci;
b) il Consiglio Direttivo Regionale;
c) il Segretario Regionale;
d) il Collegio dei Revisori Circ.le, Prov.le, Reg.le;
e) il Collegio dei Probiviri Circ.le, Prov.le, Reg.le;
f) il Consiglio Direttivo Circondariale;
g) il Segretario Circondariale;
h) il Consiglio Direttivo Provinciale;
i) il Segretario Provinciale.

ART. 8 – ASSEMBLEA DEI SOCI
L’Assemblea dei Soci è l’Organo sovrano del Sindacato; essa è costituita da tutti gli iscritti ed è convocata in via ordinaria, in seduta plenaria ovvero regionale, almeno una volta l’anno, dal Consiglio Direttivo Regionale e, in seduta circondariale ovvero dai soli soci iscritti al circondario del Tribunale di competenza, almeno una volta l’anno, dal Consiglio Direttivo Circondariale mediante manifesti da affiggere, almeno sette giorni prima, salvo i casi di urgenza, negli appositi spazi del Palazzo di Giustizia e degli Uffici Giudiziari del Circondario, con l’indicazione dell’ordine del giorno nonché la data e l’ora della riunione tanto in prima che in seconda convocazione.
L’Assemblea può essere convocata in via straordinaria, a livello regionale e a livello circondariale, ogniqualvolta i rispettivi Consigli Circondariali lo ritengano opportuno, ovvero quando un quinto degli iscritti ne faccia richiesta formulando il relativo ordine del giorno.
Nei casi di convocazione di urgenza l’ordine del giorno non può contenere proposte di modifiche statutarie.
L’assemblea dei Soci in seduta plenaria a livello regionale è presieduta dal Segretario Regionale del Sindacato e, in seduta circondariale, dal Segretario Circondariale o, in loro assenza, dal vice Segretario o dal più anziano, come iscrizione all’Albo, dei Consiglieri presenti.
Funge da Segretario un componente del Consiglio Direttivo Regionale o del Consiglio Direttivo Circondariale, nominato dal Presidente, a seconda che trattasi di seduta, plenaria, regionale o circondariale.

ART. 9 – FUNZIONI DELL’ASSEMBLEA DEI SOCI
Spetta all’Assemblea dei Soci in seduta plenaria:
” determinare le linee generali dell’attività del Sindacato;
” eleggere il Segretario Regionale;
” eleggere i 33 membri del Consiglio Direttivo Regionale, i 3 membri effettivi e 2 membri supplenti del Collegio dei Revisori e i 3 membri effettivi e 2 supplenti del Collegio dei Probiviri;
” approvare i bilanci preventivi e consuntivi;
” approvare le modifiche allo Statuto, con la maggioranza dei due terzi dei presenti;
” deliberare lo scioglimento del Sindacato con la maggioranza dei due terzi dei presenti e non meno di un terzo degli iscritti;
” deliberare su ogni altro argomento iscritto all’ordine del giorno che non sia espressamente riservato agli altri organi del Sindacato;
” deliberare al pari del Consiglio Direttivo l’adesione del Sindacato ad Organizzazioni Nazionali.
Spetta all’Assemblea in seduta circondariale:
” determinare le linee generali dell’attività del Sindacato in ambito circondariale;
” eleggere il Segretario Circondariale;
” eleggere i 9 membri del Consiglio Direttivo Circondariale;
” deliberare su ogni altro argomento iscritto all’ordine del giorno che non sia espressamente riservato agli altri organi del Sindacato;

ART. 10 – VALIDITÀ DELLA ASSEMBLEA
L’Assemblea dei Soci, sia in seduta plenaria che circondariale, è validamente costituita, con avviso affisso almeno sette giorni prima, in prima convocazione, con la presenza della metà più uno degli iscritti; in seconda convocazione, che deve avvenire almeno un’ora dopo, qualunque sia il numero degli iscritti.
Ciascun iscritto non può avere più di una delega.

ART. 11 – DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA
L’assemblea, tranne che per le ipotesi di cui ai punti 4 e 5 del precedente articolo 9, delibera a maggioranza dei presenti e votanti, compresi fra questi gli astenuti.
Le votazioni di regola sono effettuate in modo palese salvo che, per motivi di opportunità, l’Assemblea decida la votazione a scrutinio segreto.
Le votazioni per l’elezione dei componenti degli organi sociali sono effettuate con schede segrete, tranne in caso di acclamazione.

ART. 12 – CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE
Il Consiglio Direttivo Regionale è l’organo esecutivo del Sindacato. Esso è composto da 33 componenti, oltre i Segretari Circondariali e Provinciali che sono membri di diritto.
Risultano eletti i 33 membri più suffragati. In caso di parità di voti, verrà nominato quello con maggiore anzianità di iscrizione all’Albo.
Ne è membro di diritto, senza voto deliberativo, il Segretario uscente.
Il Consiglio Direttivo resta in carica tre anni, sino al 30 aprile dell’anno in cui viene a maturarsi il triennio.
Il primo Direttivo in vista del Congresso scadrà il 30.04.2013.

ART. 13 – FUNZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE
Spetta al Consiglio:
· attuare le deliberazioni della assemblea;
· perseguire gli scopi del Sindacato;
· amministrare il patrimonio sociale predisponendo annualmente il bilancio consuntivo e quello preventivo da sottoporre all’esame ed all’approvazione della assemblea;
· determinare la quota associativa;
· nominare il Direttore/i del Giornale;
· convocare l’Assemblea degli iscritti;
· pronunciarsi sulle domande di ammissione e di recesso;
· deliberare l’espulsione dei soci;
· votare a maggioranza assoluta dei presenti la sfiducia nei confronti del Segretario che decade immediatamente dalla carica; in tal caso il Consiglio Direttivo dovrà procedere, nella medesima seduta, all’elezione del nuovo segretario;
· affidare specifici incarichi ai suoi componenti;
· istituire Commissioni di lavoro per l’approfondimento e lo studio di problematiche e temi riguardanti la categoria, nonché Comitati per l’organizzazione di manifestazioni, dibattiti, convegni etc;
· deliberare l’adesione in qualsiasi forma ad organismi nazionali forensi, senza bisogno di modificazione dello statuto, al pari dell’Assemblea.

ART. 14 – RIUNIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE
Il Consiglio Direttivo Regionale si riunisce su convocazione, anche telefonica, del Segretario o del V. Segretario o su iniziativa di almeno un terzo dei suoi membri.
La convocazione deve essere fatta con un preavviso di almeno 24 ore salvo i casi di effettiva urgenza.
Il Consiglio è validamente costituito con la presenza di almeno un terzo dei Consiglieri oltre al Segretario o al V. Segretario; delibera a maggioranza dei presenti e si riunisce almeno una volta al mese.
E’ facoltà del Segretario o del V. Segretario, previa apposita comunicazione ai Consiglieri almeno 24 ore prima della relativa riunione, invitare terze persone per discutere su problematiche specifiche a seconda degli argomenti da trattare.
Il Consiglio dichiara la decadenza del Consigliere che non partecipi, senza giustificato motivo, nel periodo di un anno, a sei riunioni, anche non consecutive, oppure a tre riunioni consecutive.

ART.15 – IL SEGRETARIO REGIONALE
Il Segretario rappresenta il Sindacato ad ogni effetto di legge; ne è il responsabile legale, politico ed organizzativo; ne promuove l’attività, dà esecuzione alle delibere del Consiglio Direttivo. Ha facoltà di associare il Sindacato ad altro organismi, movimenti o associazioni essendo l’unico legale rappresentante l’esterno, con titolarità del simbolo.
Il Segretario nomina due Vice Segretari, conferendo ad uno degli stessi poteri vicari, nonché i consiglieri aggiunti per il Consiglio Provinciale e i delegati stampa per la redazione e trasmissione di comunicati ai giornali locali, nazionali ed internazionali sulle iniziative del Sindacato. Nomina i Segretari Provinciali e i membri aggiunti dei diversi Direttivi Provinciali.
La carica di Segretario, così come quella di Segretario Provinciale e Circondariale è incompatibile con quella di Consigliere dell’Ordine, dura in carica così come tutte le cariche tre anni.
In caso di assenza, di impedimento o di omissione, accertata dal Consiglio, è sostituito dal V. Segretario con poteri vicari.
Il Segretario ha poteri di firma per tutti gli atti di ordinaria amministrazione; per quelli di straordinaria amministrazione tale potere è esercitato congiuntamente al Tesoriere.

ART. 16 – IL TESORIERE
Il Tesoriere è nominato dal Consiglio Direttivo Regionale tra i suoi membri ed è il responsabile della gestione finanziaria del Sindacato; custodisce la cassa, i titoli ed i valori; predispone gli schemi di bilancio e provvede a tutti gli adempimenti fiscali.

ART. 17 – COLLEGIO DEI REVISORI
Il Collegio dei revisori è composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall’Assemblea. Esso è l’organo di garanzia contabile del Sindacato e dura in carica tre anni.
Il Collegio nel suo seno elegge il Presidente; in mancanza presiede il componente più anziano per iscrizione all’albo.
Il Collegio, o anche ciascuno dei suoi membri, controlla le entrate e le uscite, ed ispeziona le scritture contabili. Qualora vengano ravvisate irregolarità sarà inviata relazione scritta al Consiglio Direttivo ed al Collegio dei Probiviri per i provvedimenti di rispettiva competenza.
È compito del Collegio dei Revisori esaminare i bilanci trasmessi dal Consiglio Direttivo Regionale e redigere la relazione da sottoporre all’esame dell’Assemblea regionale dei soci.

ART. 18 – COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri effettivi e da due supplenti eletti dall’Assemblea. Esso è organo di garanzia morale e disciplinare del Sindacato e dura in carica tre anni.
Al Collegio è affidata l’interpretazione dello Statuto e la sorveglianza sulla esatta interpretazione dello stesso. Spetta al collegio dirimere i conflitti tra gli iscritti e tra questi e gli organi e di proporre al Consiglio Direttivo gli opportuni provvedimenti, anche di carattere disciplinare.
Il Collegio elegge nel suo seno un Presidente; in mancanza presiede il componente più anziano di età.

ART. 19 – CONSIGLIO DIRETTIVO CIRCONDARIALE
Il Consiglio Direttivo Circondariale è organo esecutivo del Sindacato nell’ambito del circondario di competenza.
Esso è composto da 9 componenti, di cui almeno uno residente e con studio in uno dei comuni di appartenenza ad una delle sezioni distaccate del Tribunale di competenza.
Ove in sede di elezioni del Consiglio Direttivo, tra i 9 membri più suffragati, non dovesse risultare alcuno con residenza e studio in uno dei Comuni di cui innanzi, si procederà alla nomina di diritto – in sostituzione del minor suffragato tra gli eletti – di colui che, tra i candidati della provincia, risulterà aver acquisito il maggior numero dei voti. In caso di parità di voti tra più candidati della provincia, verrà nominato quello con più anzianità di iscrizione all’Albo.
Ove non dovesse risultare acquisita alcuna candidatura per il membro del cd. “Comune esterno”, tornerà in carica, all’interno del direttivo l’avvocato risultato nono nella elezione.
In mancanza si procederà ad indire una nuova elezione per la sola copertura del posto vacante. In tale ipotesi potranno candidarsi e saranno eleggibili solo avvocati con studio e residenza in uno dei predetti comuni.
Ne è membro di diritto, senza voto deliberativo, il Segretario uscente.
Il Consiglio Direttivo Circondariale resta in carica tre anni, sino al 30 aprile dell’anno in cui viene a maturarsi il triennio.
Il primo Direttivo in vista del Congresso scadrà il 30.04.2013.

ART. 20 – FUNZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO CIRCONDARIALE
Spetta al Consiglio Direttivo Circondariale:
· attuare le deliberazioni della Assemblea dei Soci regionale e circondariale, nonché del Consiglio Direttivo Regionale e del Segretario Regionale;
· perseguire gli scopi del Sindacato;
· convocare l’Assemblea degli Soci Circondariale;
· deliberare l’iscrizione dei richiedenti l’ammissione al Sindacato da parte degli avvocati e praticanti avvocati del circondario di competenza;
· votare a maggioranza assoluta dei presenti, la sfiducia nei confronti del Segretario circondariale che decade immediatamente dalla carica; in tal caso il Consiglio Direttivo dovrà procedere, nella medesima seduta, all’elezione del nuovo Segretario;
· affidare specifici incarichi ai suoi componenti;
· istituire Commissioni di lavoro per l’approfondimento e lo studio di problematiche locali e temi riguardanti la categoria, nonché Comitati per l’organizzazione di manifestazioni, dibattiti, convegni etc.

ART. 21 – RIUNIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO CIRCONDARIALE
Il Consiglio Direttivo Circondariale si riunisce su convocazione, anche telefonica, del Segretario o del vice Segretario, qualora esistente, su iniziativa di almeno un terzo dei suoi membri.
La convocazione deve essere fatta con un preavviso di almeno 24 ore salvo i casi di effettiva urgenza.
Il Consiglio è validamente costituito con la presenza di almeno un terzo dei Consiglieri oltre al Segretario o al V. Segretario; delibera a maggioranza dei presenti e si riunisce almeno una volta al mese.
È facoltà del Segretario o del V. Segretario, previa apposita comunicazione ai Consiglieri almeno 24 ore prima della relativa riunione, invitare terze persone per discutere su problematiche specifiche a seconda degli argomenti da trattare.
Il Consiglio dichiara la decadenza del Consigliere che non partecipi, senza giustificato motivo, nel periodo di un anno, a sei riunioni anche non consecutive, oppure a tre riunioni consecutive.

ART. 22 – IL SEGRETARIO CIRCONDARIALE
Il Segretario Circondariale rappresenta il Sindacato nell’ambito circondariale di competenza e ne è il responsabile politico ed organizzativo; ne promuove l’attività, dà esecuzione alle delibere del Consiglio Direttivo Regionale, Circondariale e del Segretario Regionale.
Il Segretario può nominare un Vice Segretario, conferendogli poteri vicari, nonché i delegati stampa per la redazione e trasmissione di comunicati ai giornali locali.
La carica di Segretario Circondariale è incompatibile con quella di Consigliere dell’Ordine.
In caso di assenza, di impedimento o di omissione, accertata dal Consiglio, è sostituito dal vice Segretario con poteri vicari.
Il Segretario ha potere di firma per tutti gli atti di ordinaria amministrazione nell’ambito circondariale di competenza, mentre per quelli di straordinaria amministrazione tale potere è esercitato dal Segretario Regionale congiuntamente al Tesoriere.
Il Segretario Circondariale è di diritto componente del Consiglio Direttivo Provinciale.

ART. 23 – CONSIGLIO PROVINCIALE
Il Consiglio Provinciale è organo consultivo e di coordinamento dei Consigli Direttivi Circondariali del Sindacato nell’ambito della Provincia di competenza.
Esso è composto da tutti i Segretari Circondariali della Provincia di competenza e da consiglieri aggiunti, sempre iscritti nella Provincia di competenza, nominati dal Segretario Regionale, in numero di 3 per ogni circondario e per i comuni capoluogo fino a 9.
Il Consiglio Provinciale resta in carica tre anni, sino al 30 aprile dell’anno in cui viene a maturarsi il triennio.

ART. 24 SEGRETARIO PROVINCIALE
Il Segretario Provinciale è nominato dal Segretario Regionale. Coordina e supporta l’opera dei Segretari e dei Direttivi dei circondari all’interno della provincia onde armonizzare le linee politiche, in esecuzione dei deliberati degli organi regionali.
Per quanto non espressamente disposto nel presente articolo in ordine al Consiglio Direttivo Provinciale e al Segretario Provinciale, si applicano, ove compatibili e fatte salve le funzioni e le attività riservate agli altri Organi, le norme sul Consiglio Direttivo Circondariale e sul Segretario Circondariale.

ART. 25 – PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE
È data facoltà a ciascun socio eleggibile di presentare la propria candidatura per iscritto, depositandola in segreteria, anche in forma di lista ed unitamente ad un programma di massima, almeno cinque giorni prima della Assemblea dei Soci.
Tale lista e/o candidatura dovrà essere sottoscritta dai singoli candidati.
Il Segretario Regionale (o Circondariale nel caso di Assemblea in seduta circondariale) dovrà curare la pubblicità delle candidature, liste e programmi pervenuti nei termini, mediante affissione, in bacheca e negli appositi spazi, dell’elenco alfabetico dei candidati e comunque con ogni con ogni altro mezzo idoneo.

ART. 26 – MODALITÀ DELLE VOTAZIONI E SCRUTINIO
Prima dell’inizio delle operazioni di voto sono eletti quattro scrutatori tra gli elettori presenti. Il Presidente ed il Segretario dell’Assemblea esercitano rispettivamente le funzioni di Presidente e Segretario del seggio elettorale, purché non candidati.
In tal caso le funzioni di Presidente e di Segretario del Seggio saranno svolte da iscritti eletti dall’Assemblea tra gli elettori presenti.
Possono esercitare il diritto di voto tutti gli iscritti al Sindacato in regola con i pagamenti delle quote d’iscrizione.
Il voto, segreto, si esprime per mezzo di schede o eventualmente su supporti informatici che devono contenere un numero di nomi non superiore ai due terzi degli eligendi, arrotondato per eccesso.
Le schede con un numero di voti superiore a tale limite saranno annullate, mentre quelle con numero inferiore saranno valide.
Decorse tre ore dall’inizio delle operazioni di voto, il Presidente del seggio, dopo avere ammesso a votare gli elettori che in quel momento si trovino nel seggio, dichiara chiusa la votazione; quindi, procede, pubblicamente, con gli scrutatori alle operazioni di scrutinio.
Nello svolgimento delle operazioni di scrutinio saranno adottati i seguenti principi:
1) ove un candidato, compreso nell’elenco affisso, sia indicato con il solo cognome, anche se vi sono omonimi, il voto gli sarà comunque attribuito;
2) ove un candidato sia indicato con il cognome esatto, ma con il prenome errato, se tale prenome non corrisponde ad altro iscritto all’associazione, il voto sarà attribuito come valido al candidato;
3) ove un candidato sia indicato con uno dei due cognomi, se il prenome è esatto, il voto sarà attribuito come valido al candidato, se manca il prenome ricorrerà l’ipotesi di cui al precedente punto 1);
4) ove un candidato sia indicato con il cognome ortograficamente errato ma con il prenome esatto, se il cognome ed il prenome non corrispondono ad altro iscritto al Sindacato, il voto gli sarà comunque attribuito;
5) ove un candidato sia indicato con il solo cognome, anche se ortograficamente errato, se tale cognome non è riconducibile ad altro iscritto al Sindacato il voto gli sarà comunque attribuito.
Completato lo scrutinio, il Presidente ne dichiara il risultato, e proclama eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero dei voti. A parità di voti è eletto il socio con maggiore anzianità di iscrizione all’albo.
Il verbale delle operazioni di voto viene sottoscritto dal Presidente, dal Segretario e dai quattro scrutatori.

ART. 27 – RECLAMI E CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO (REGIONALE E CIRCONDARIALE)
Contro i risultati delle elezioni ciascun iscritto può proporre reclamo entro dieci giorni dalla proclamazione al seggio elettorale, come innanzi costituito in persona del Presidente del Seggio, a mezzo racc. a.r.
Il seggio elettorale decide entro i due giorni successivi alla presentazione del reclamo, redigendo apposito verbale.
Nell’ipotesi di reclamo inerente a solo alcune delle candidature, ove il seggio elettorale ritenga di accogliere il ridetto reclamo, procede contestualmente alla proclamazione dei nuovi eletti. Nella ipotesi in cui l’accoglimento del reclamo dovesse comportare l’invalidità dell’intera composizione del Consiglio Direttivo, il Presidente del Seggio ne informa tempestivamente gli eletti e riconvoca il Direttivo uscente al solo fine di indire la convocazione degli iscritti per la nuova tornata elettorale.
La sua decisione è inappellabile.
In ogni altra ipotesi, lo stesso Presidente provvede, decorso il termine di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti, alla convocazione degli stessi con invito scritto da inviarsi entro i due giorni successivi. In mancanza, decorso il termine di ulteriori giorni cinque, ciascun eletto può procedere alla ridetta convocazione.

ART. 28 – MODIFICHE STATUTARIE
Modifiche al presente Statuto, possono essere proposte all’Assemblea dei Soci dal Segretario Regionale del Sindacato, da almeno tre componenti del Consiglio Direttivo Regionale, dai Consigli Direttivi Circondariali, da almeno il 10% degli iscritti in regola con i pagamenti.
Le proposte di modifica devono essere formulate per iscritto e preventivamente comunicate al Segretario Regionale.

UA-89988627-1